Roma, 24/08/2007 - Migliorare i rapporti tra tutti i soggetti istituzionali. Eâ lâobiettivo al centro del lavoro dellâassessorato regionale agli Affari Istituzionali, Enti locali e Sicurezza, guidato da Daniele Fichera.
âProprio con la recentissima firma del protocollo dâintesa tra lâassessorato e lâArall - ricorda lâassessore Fichera - sono state definite nuove modalitĂ dâinterazione tra le associazioni di rappresentanza delle autonomie (Anci, Upi, Uncem, Legautonomie e Aiccre), che hanno trovato unâefficace sintesi nellâazione unitaria dellâArall, e la Regione Lazio.
Sono basate su procedure sistematiche e condivise di dialogo e cooperazione istituzionale e su un programma di lavoro articolato e concreto, in grado di offrire una reale prospettiva di sviluppo dei rapporti tra tutti i soggetti istituzionali regionali, indispensabile presupposto per la crescita civile ed economica della nostra regione, che dovrĂ sempre di piĂš configurarsi come Federazione di cittĂ e territori e connotarsi per i tratti di sussidiarietĂ e solidarietĂ .
Il primo impegno che scaturisce dal protocollo - precisa Fichera - è una proposta di riforma delle ComunitĂ Montane e delle Unioni di Comuni e di revisione delle istituzioni territoriali regionali, che il Tavolo regione-autonomie dovrĂ predisporre entro il 30 settembre, sulla base di alcune linee guida, ovvero obiettivi di cambiamento irrinunciabiliâ.
Comunque, da marzo, mese dellâinsediamento di Fichera come assessore, lâimpegno maggiore è stato rivolto a unâincisiva azione di ammodernamento dellâistituzione regionale, a partire dalla riforma delle societĂ e degli enti regionali.
âUna riforma avviata nel segno dello snellimento della macchina burocratica, del risanamento del bilancio regionale, della riduzione dei costi dellâamministrazione e della ripresa dellâefficacia della funzione pubblica - ricorda lâassessore - nellâinteresse esclusivo dei cittadini e delle imprese. Siamo ai primi passi, ma si tratta di una partenza con il piede giusto, di una riforma straordinaria e necessaria.
Anche per le Ipab è partito il treno del cambiamento: con lâassestamento si è dato il via allâestinzione delle istituzioni inattive, che rappresentano ormai dei veri e propri rami secchi, non solo inutili ma a volte anche costosiâ.
âEntro il prossimo settembre - annuncia Fichera - partirĂ , poi, con oltre sei anni di ritardo, la riforma delle Ipab per la loro trasformazione in Asp o in Associazione e per la loro integrazione nel sistema socio-sanitario regionale. Una riforma che consentirĂ di valorizzare uno straordinario patrimonio, non sempre adeguatamente considerato, ma che permetterĂ soprattutto di offrire a tutti i cittadini servizi socio-sanitari di qualitĂ ".
Câè, poi, il problema della criminalitĂ . I dati del âRapporto 2007 dellâOsservatorio tecnico-scientifico sulla sicurezza e la legalitĂ â evidenziano uno scarto tra la generica opinione riguardo lâaumento del fenomeno in Italia, condivisa dallâ82% degli intervistati, e il riscontro dellâesperienza effettivamente vissuta: solo il 42% ritiene che la criminalitĂ sia aumentata nella propria zona di residenza. âTale scarto tra la percezione indiretta e quella diretta - commenta Fichera - sembra evidenziare lâemergere di un effetto di trascinamento legato a vicende che hanno notevole rilevanza mediatica.
Effetto che induce a una sopravvalutazione di fenomeni realisticamente piĂš contenuti. Infatti, coloro che dichiarano completamente insicuro il proprio contesto di vita sono una minoranza di poco piĂš del 10%. Il Lazio è, dunque, una regione sicura, anche se in alcuni contesti, soprattutto nelle cittĂ medie, sembra affermarsi un maggior senso dâinsicurezza. Fenomeno - avverte - di cui occorrerĂ farsi carico tempestivamente e con interventi, risorse e politiche adeguatiâ.
Secondo lâassessore Fichera, âlâindagine ci fornisce anche lâimmagine di una regione accogliente e solidaleâ. âLâarea dellâostilitĂ nei confronti degli immigrati - spiega - è assolutamente contenuta (solo il 23% non condivide lâaffermazione per cui tra gli immigrati câè molta gente onesta che ha voglia di lavorare). Tuttavia, anche tra una parte di coloro che non hanno ostilitĂ pregiudiziale si riscontra lâopinione che, in qualche modo, lâaumento del fenomeno migratorio possa essere correlato con lâaumento dellâinsicurezza.
Opinione che può essere contrastata solo con azioni concrete, dal âPatto per Roma Sicuraâ, che impegna lâamministrazione regionale e quella capitolina sul fronte dellâaffermazione della legalitĂ , agli sportelli per le vittime dei reati, che vorremmo sperimentare in alcune particolari realtĂ della nostra regioneâ.
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