
Roma, 23/11/2009 - “Il riutilizzo sociale dei beni confiscati, costituisce la più efficace delle politiche antimafia, perché dimostra a tutti che il crimine non paga, che le Istituzioni sono forti e sicure e che esiste una società civile che ha valori e comportamenti opposti a quelli dei mafiosi e dei camorristiâ€.
“Mostrare, come abbiamo fatto nel Lazio, che ciò che è stato acquisito con i proventi di attività criminali può essere utilizzato per farci una residenza protetta per bambini ultrafragili, la sede di una cooperativa di portatori di handicap, un centro contro la violenza sulle donne o dello sportello sicurezza di un comune, significa davvero combattere la criminalità organizzata, al livello più profondo, quello della percezione da parte dei cittadini.
Per questo – continua Fichera - mettere in vendita i beni confiscati alla criminalità organizzata è un errore colossaleâ€.
“Aderisco dunque, senza remore, all’appello di Libera e mi impegno a continuare l’azione della Regione Lazio su questo fronte.â€
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