
Roma, 24/06/2009 - I risultati del week end elettorale ci dicono che il centro sinistra è competitivo quando riesce nella difficile impresa di coniugare la complessità della sua articolazione con la semplicità di una proposta credibile di governo. Per parafrasare Totò bisogna fare in modo che il totale sia superiore alla somma.
Gli italiani, con una astensione plebiscitaria, hanno ridicolizzato il tentativo di ingabbiare 60 anni di pluralismo politico in un bipartitismo forzato. Nel nostro paese continueranno a confrontarsi coalizioni composte da più soggetti politici, il cui peso relativo sarà determinato dagli elettori e non dagli accordi di vertice. Questo è un bene per la democrazia ma, almeno nel breve periodo, complica le cose nel centro sinistra che sul piano della articolazione, e della conflittualità , interna non ha rivali.
Non è un caso che nei ballottaggi siano andati molto bene i presidenti e i sindaci uscenti mentre sono stati ottenuti risultati meno soddisfacenti quando si sono dovute definire nuove candidature. Quando si poteva spendere la credibilità conquistata con l’esperienza di governo si sono ottenute strepitose vittorie (come Saitta a Torino, Emiliano a Bari, Zanonato a Padova) o comunque si è stati competitivi in situazioni molto difficili (come Penati a Milano).
Quando la coalizione ha dovuto definire, spesso attraverso conflitti e divisioni, nuovi programmi, assetti e candidature il riscontro elettorale è stato meno brillante.
Si iscrivono in questo quadro anche i risultati amministrativi del Lazio. In particolare il successo di Rieti deriva dal giudizio positivo sulla capacità di governo che Fabio Melilli ha dimostrato in questi anni . Analogo il risultato ottenuto nei grandi comuni (Monterotondo, Frascati, Palestrina) dove ci si è potuti presentare rivendicando continuità con esperienze amministrative positive. Le divisioni interne e i cambi di cavallo in corsa sono invece fatali. Come dimostra Guidonia in questi casi non basta nemmeno l’allargamento della coalizione.
A Frosinone si è perso per poche migliaia di voti. L’esiguità dello scarto indica probabilmente che, senza la incertezze che hanno caratterizzato la definizione della candidatura, si sarebbe potuta vincere anche quella battaglia.
E’ assolutamente straordinario, infine, il risultato di Aprilia. Come era accaduto un anno fa a Gaeta, un candidato civico indipendente è riuscito a fare ciò che il centro sinistra dei partiti non è in grado di fare; dimostrando così che, anche a Latina la politica non è solo aritmetica, ma contano le persone, la loro credibilità e i contenuti che propongono.
Anche il risultato politico nel Lazio è positivo. Alle europee lo schieramento di centro sinistra supera quello di centro destra di un paio di punti. Si parte quindi in vantaggio, con la possibilità di costruire intorno a Piero Marrazzo uno schieramento più ampio. Ricordando sempre che nel 2005 fu proprio Marrazzo che dimostrò che in politica il totale (i suoi voti) può essere superiore alla somma (dei voti delle liste).
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